Notizie Interessanti sulle Donne Russe e i Diritti Umani per le Donne in Russia
Le Donne al Lavoro.
Le donne compongono il 46,9% della forza lavoro in Russia. La maggiore concentrazione di donne che lavorano si ha nel settore sanità (85%), nell’istruzione (81%), nel credito e finanza (78%), nell’informazione e nella contabilità (75%), mentre la percentuale più bassa si registra nel campo dell’industria edilizia (22%).
“Come ai tempi dell’Unione Sovietica la maggioranza della popolazione lavoratrice femminile è “intrappolata” nei settori a basso salario, medicina, istruzione, impiegatizio. La differenza è che i saltuari benefici dell’URSS, come l’accessibile day care e i sussidi per i bambini sono oggi evaporati” scrive Fred Weir nel suo articolo.
Il principio della stessa paga per lo stesso lavoro è contemplato dalla costituzione ma gli uomini abbondano nelle posizioni lavorative più importanti e dominano tra gli esperti ben pagati. Succede così che in media il salario di un uomo è maggiore di quello di una donna, e tale divario sembra addirittura crescere col tempo.
Ci sono leggi di tutela che proibiscono alle donne di svolgere lavori troppo duri, come quelli che implicano il trasporto di pesi, o un orario notturno. Tuttavia incontrerete molte donne che prestano servizio in negozi o all’interno delle stazioni del metro dopo la mezzanotte: la legge prevede contratti “a breve termine” per tali servizi. Alle donne in stato di gravidanza o con bambini tra gli 1 e i 3 anni è severamente vietato il lavoro notturno. Quando una donna in stato interessante lascia il lavoro per procedere al parto e poi badare al neonato, la legge stabilisce “un periodo di 3 anni di pausa maternità retribuita”. Questo porta alla discriminazione di moltissime donne al momento dell’assunzione.
Le donne contribuiscono con il 45% alla disoccupazione. Molte di loro hanno perso i loro lavori dopo la fine dell’Unione Sovietica. Anche, come del resto molti uomini, alcune donne con grado di istruzione elevato hanno abbandonato da sole le loro occupazioni (per mancanza di una retribuzione idonea) e li hanno sostituiti con lavori dove i loro potenziali non sono sfruttati. Alcune hanno smesso di lavorare e deciso di restare a casa, altre si sono date all’alcolismo.
L’età pensionabile è 55 anni per le donne e 60 per gli uomini. Purtroppo le pensione statali consistono solitamente di 1500 rubli al mese (50$) il che permette a malapena di mangiare. Di conseguenza molte donne anziane ricercano piccoli lavoretti per guadagnare qualche soldo extra.
Informazioni dal sito www.ihfhr.org/reports/women/russia.pdf le citazioni di Fred Weir (fweir at online punto ru).
Matrimonio, Cognomi Russi.
L’età minima prevista dalla legge per uomini e donne è di 18 anni, ma sotto specifiche circostanze è permesso alle ragazze di sposarsi a 16 anni.
La proprietà immobiliare acquisita dagli sposi durante il matrimonio è in comune, a meno che tra loro non intercorrano accordi differenti.
Gli sposi possono dividersi i propri cognomi successivamente al matrimonio. Il marito può prendere il cognome della moglie e viceversa. Il cognome maschile acquisisce valenza femminile attraverso l’aggiunta del suffisso –a: per esempio se il marito si chiama Smirnof, la donna può cambiare il suo cognome in Smirnova. Gli sposi possono anche scegliere i mantenere i propri cognomi originali. In caso di divorzio gli eventuali cognomi presi durante il matrimonio possono essere mantenuti o si può scegliere di recuperare gli originali.
In Russia ai bambini è solito dare un nome e un patronimico (derivante dal nome del padre). Ad esempio il padre di Anna si chiama Petr Pushkin e lei prenderà l’identità di Anna Petrovna Pushkina. Le persone usano molto più spesso i loro patronimici rispetto ai cognomi in occasione di presentazioni ufficiali.
Family Planning.
Contraccettivi e ormoni contenenti rimedi sono relativamente costosi in Russia dato che la busta paga media è di 1500 rubli (54$) e un preservativo ne costa circa 9 (0,3$). Le pillole vanno dai 50 ai 300 rubli (1,8$ - 10 $).
In Russia l’aborto rimane ancora il metodo principale per il controllo delle nascite. L’aborto è consentito dalla legge sotto certe circostanze: in caso la donna lo richieda entro le 12 settimane dall’inizio della gravidanza, entro 22 settimane se sussistono le condizioni sotto le quali la gravidanza, il parto e la crescita del bambino, divenissero insostenibili, in qualunque momento qualora nel proseguimento della gravidanza si riscontrassero cause di potenziale malattia per la madre o il bambino stesso.
Il tasso di aborti in Russia è tra i più alti al mondo. Per ogni 100 nascite si contano 200 aborti.
A causa della mancanza di fondi nel settore della sanità non è sempre possibile per una donna che liberamente desidera di abortire, ottenerlo gratuitamente. Un aborto costa 5$ nelle regioni rurali e 50$ a Mosca.
I programmi di family planning sono entrati in vigore tra il 1992 e il 1996 diminuendo la percentuale di aborti del 25%. Ma negli anni a seguire ci sono stati meno fondi (o nessun fondo) a disposizione, questo principalmente per via della pressione esercitata dai gruppi religiosi. La percentuale di aborti è quindi nuovamente salita. I programmi di educazione sessuale sono in vigore dal 1996 nelle scuole di Mosca e San Pietroburgo, ma non in tutte.
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